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LA TORRE DI BASSANO IN TEVERINA

Le forme originarie della torre/campanile (l’XI e il XIV sec.), della Chiesa di Santa Maria dei Lumi sono state a lungo celate dalla trasformazione in torre di guardia da parte della famiglia Madruzzo fra il 1559 e il 1571.

Il restauro, fra il 1976 e 1994 ha giustamente rimesso in luce le antiche vestigia che narrano una storia affidata alla pietra, ricca di messaggi simbolici.

L’edificio può essere paragonato alla torre romanica della pieve romanica di Santa Bruna (XII-XIII sec.) della vicina Gallese dove è vissuto Camilian Demetrescu (1924-2012), artista di origine rumena che, a seguito dell’incontro con Mircea Eliade, abbandona l’astrattismo per dedicarsi al risveglio della cultura spirituale.  Di fondamentale importanza sono i suoi studi sulla simbolica romanica pubblicati dalle edizioni Il Cerchio nel 1997.

Segendo le interpretazioni del grande studioso, la torre originaria può essere interpretata come axis mundis, con la funzione di vigilanza e ascensione, unione fra il cielo (futuro), la terra (presente) e gli inferi (passato).  L’edificio, a base quadrata, tipico del romanico lombardo e romano, fa riferimento ai 4 elementi e ai 4 punti cardinali ed è la rappresentazione simbolica della terra su cui capta la energia solare.

Le bifore e le trifore sono i gradini della Scala salutis, la scala di Giacobbe, che deve percorrere l’anima per arrivare al cielo e la torre è anche simbolo di Maria che, nelle Litanie Lauretane è definita Turris Davidica e Turris Eburnea che unisce l’umanità a Dio.

La simbolica dei numeri viene espressa:  il numero due delle bifore rappresenta la dialettica fra bene e male, energie che si contendono il potere sul mondo mentre il tre delle trifore alle tre nature divine (padre. figlio e spirito santo).

Il telamone del primo piano che sorregge la colonna con la schiena tendendo un enorme attributo maschile, è simbolo della lussuria e del peccato che volge le spalle alla chiesa;  al secondo piano la colonna a tortiglione con i capitelli con la rosa e gli elementi vegetali possono far riferimento al Tempio di Salomone;  al terzo piano il telamone seduto con le gambe accavallate e attributo maschile può far riferimento, oltre alla leggenda del pastorello Marzio, alla aspirazione dell’uomo alla Verità.

Mara Quadraccia
Presidente Unitre di Amelia
[email protected]

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